m’han detto ancora che non cito mai i grandi cantautori italiani…

m’han detto ancora che non cito mai i grandi cantautori italiani…

Lampi.

Al mondo esistono milioni di cantanti capaci di cantare le proprie emozioni, di descrivere anche piuttosto bene cosa gli passa nelle interiora quando amano qualcosa o qualcuno. Alcuni sono davvero bravi, altri ci provano.
L’unico secondo me in grado di farlo, sempre e comunque, è Paolo Conte.

Non so se è perchè il suo cuore è di dimensioni maggiori rispetto agli altri, so solo che quando lui canta di una donna, ti fa sentire veramente quello che prova per lei, riesci a vederlo, lo senti questo amore strisciare fuori da quelle vecchie corde vocali, da quelle ruvide dita sulla tastiera di un pianoforte. Lo ha fatto in tante canzoni diverse, ma se mai mi chiedessero di tirare fuori la canzone perfetta, quella più esplicativa, io metterei su Dal Loggione.

Il testo è struggente, è la storia di un temporale, di una notte dove il cielo crolla, dentro ad un teatro frequentato dall’alta classe di questa città, un uomo è li solo per poter rivedere la donna che ama, lui che non capisce un tubo di concerti, però è li e non vede l’ora di sfiorarla con gli occhi, è in uno stato di estasi tale da perdersi anche in una musica che non fa per lui, sale sopra per guardarla dall’alto e la trova, è accompagnata dal marito, la fissa e cerca di travolgerla con lo sguardo, è perso di lei, si spengono le luci, inizia il concerto e non capisce se lei si è girata, se lei ha risposto a quel richiamo, tutto tace, riparte la musica, si sente di nuovo bene, viene avvolto e accetta il suo destino, resterà la sopra in disparte ad amarla, senza sapere se lei si volterà o meno, godendo di questa ignoranza, perdendosi nella musica che è parte di lei, del suo mondo, che lo renderà suo per sempre.


Credo che la sua grandezza sia tutta qui, nel farti capire che amare non include per forza l’essere amati, nel farti sentire che si può gioire anche a senso unico, e lui lo fa con una classe che nessuno riuscirà mai ad eguagliare, per questo soffro quando vado su youtube alla ricerca di qualche suo video e vedo che scrivendo semplicemente Paolo non viene fuori subito lui ma quella sottospecie di essere umano del Meneguzzi.
Poi non tutto quello che ha scritto o fatto è sublime, però dai, patrimonio nazionale cazzo.

(non sono stato in grado di caricare l’mp3, è importante non ascoltare la versione dell’album Un gelato al Limon ma quella live contenuta nell’album Tournee vol 2 disco 1, lo dico perchè in quella “ufficiale” ci sono un sacco di cose superflue, voci esterne alla sua che non servono, in quella live è lui da solo con un pianoforte, il che rispecchia al meglio il senso della canzone)