Neanche uno si fosse trasferito su marte.

L’esplorazione è parte fondamentale delle giornate, le cuffie sono cariche di musica, i supermercati una savana piena di specie mai viste. Si aggirano fra gli scaffali, si nutrono di cibi strani, colorati, costosi, finti, fottutamente Bio, sarcasticamente stranieri. Tutto ricorda qualcosa di già visto, da lontano. Da vicino è un mistero da decifrare attraverso l’etichetta. Mi ci approccio goffamente, il sale sembra sale ma potrebbe essere qualunque altra cosa, anche se sopra c’è scritto Salz, non mi fido, dovrei aprire la confezione e assaggiare. Allora seguo le persone che sembrano più esperte di me, o affini.
Come questo ragazzo vestito bene, alto, capelli lunghi davanti alla faccia. Prende una confezione di biscotti al cioccolato, non male, segno la marca, 6 lattine di redbull, che schifo, 4 cotolette surgelate e noodles subito pronti. No, non fa per me.
Quest’altra è una madre di famiglia, faccio inversione a U e la copio nella scelta delle verdure. Sembra sapere il fatto suo. Guarda solo quelle Bio, che sono identiche alle altre ma costano l’80% in più. Ok, avrà dei figli, vuole il loro bene, ma il mio bene non è una melanzana grande quanto un limone venduta al pezzo, non al chilo, alla cifra di 2,60€. In offerta.
Poi entra lei, è bellissima, non mangerà niente guarda quanto sono sottili quelle caviglie, è bionda, tutto quello che l’Austria può offrire sotto forma di stereotipo. Prende due birre, che carina, due birre. Prende le pringles color fucsia e verde acido, che carina, faranno schifo ma chissenefrega. Prende un brik latte di soja al cioccolato, a me piace il latte di soja, abbiamo qualcosa in comune. Ok, spengo la musica, è deciso, prossimo scaffale attacco bottone, aspetto che si avvicini a qualcosa e via, iniziamo a parlarci sopra. Ma guarda che carina che è, con quel cappello di lana tirato fin sopra gli occhi azzurri, azzurrissimi, che ti rapiscono quasi, neanche capisco dove sono, ok, ha preso una scatoletta indefinibile, è il mio momento, mi giro.
Scaffale degli assorbenti interni.
"Ah, ehm, si…"
Stai zitto, non dire nulla, vattene.
"Ah, eh, non… non…"
Allontanati, vattene.
"Non, non pensi che questi siano molto più comodi?"
È fatta. Sono un coglione anche all’estero.
Ma tanto l’ho detto in italiano e non ha capito una parola.

  1. 3nding reblogged this from yomersapiens
  2. mrsmarly said: ho riso troppo.
  3. m-aenigma said: Ehi tu, comportati bene!