Raggiungere la consapevolezza.

Stamattina abbiamo avuto una classe qua al museo, età indefinita, quelle cose fra superiori precoci e medie avanzate, quelle cose che guardo e penso “cazzo potrebbero essere miei figli”; poi penso meglio, che se applicassi questo concetto fin dagli albori della prima sega mi ritroverei a definire qualunque cosa come probabile frutto del mio seme, e cristo non mi sento ancora così pieno di stimoli paterni da perdermi in tali pensieri.
Anyway, c’è sempre in queste classi la tipa che c’è arrivata prima di tutti. a cosa non lo so, ma lei c’è arrivata.
Qui si manifesta in ragazzina con tuta da quattro lire, ridisegnata a mano per renderla più cool. Solo che il più cool diventa un “FUCK ME” scritto in stile hip hop e glitter all’altezza del culo.
Ora io non lo so se lei ha chiaro quello che va in giro comunicando, fatto sta che ai miei tempi non facevano operazioni di marketing così esplicite.
Ai miei tempi c’erano le leggende, tutto si basava su “hai sentito che in 3B c’è una che ha una quinta e tanta voglia di condividerla?”. Si organizzavano i raid in tutte le 3B della città e come al solito si finiva a bocca asciutta a casa, a cercare di capire come punire lo stronzo che metteva in giro certe false speranze.
Poi leggo che son passati 20 anni dal boom degli 883, ricordo come lo presi con gioia quel cd, come mi sforzai di imparare i testi, di renderlo presente nel mio linguaggio. Ricordo pure che un anno, a carnevale, mi travestii da punk con la maglietta strappata di “hanno ucciso l’uomo ragno”. Ora mi calmo, ripeto senza soffrirne, punk con la maglietta strappata di “hanno ucciso l’uomo ragno”.
E capisco che anche se allora avessi avuto in classe una tipa con scritto FUCK ME sul culo non ci avrei fatto un cazzo, perché certi errori dovrai pagarli per sempre.
Portandoti dietro la verginità, fino alla tomba.

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