Cercando lavoro nella ristorazione austriaca.

- Quindi lei non ha esperienze lavorative precedenti in qualità di cuoco né ha mai frequentato una scuola di cucina?
- Esatto, però sono italiano e ho visto come fate la pasta qua dentro. Direi che è sufficiente per ottenere la gestione dell’intero locale.

Quando li aggiorni, i computer, mica ingrassano.

Aggiornare il curriculum ti fa comprendere cosa si intende con “effetto palla di neve”, che non si limita solo all’accumularsi di esperienze che ti rendono sempre più completo e maturo, ma va allargato anche alla foto, per spiegarti perché cazzo sei diventato così tondo con quelle guanciotte piene da rendere orgogliosa la nonna. Che però, purtroppo, mica ti può assumere, tua nonna. Ti assumerà (forse) un tizio che durante il colloquio guarderà la foto, quella di cinque anni fa dove sei un bel giovane aitante, e ti chiederà perché non è stata aggiornata. Allora in quel momento dovrai guardarlo negli occhi e con tutto l’affetto umano a disposizione gli dirai “perché devi imparare ad andare avanti fratello, senza mai guardarti indietro, chi si volta è perduto”. Oppure un bel “fottiti”, che dà più soddisfazione, se non hai bisogno di soldi.

Vorrei far nascere un dibattito. Siamo davanti ad uno scempio, un eccessivo subentrare della macchina nella vita e soprattutto la cucina dell’uomo oppure, e avreste dovuto sentire il profumo, mi faccio installare direttamente un letto alla fine del nastro trasportatore di donut appena fritti così da passare il resto dei miei giorni in un sogno?

ma alla fine, se anche nei migliori film porno preferiscono concludere da soli, cosa ti fa pensare che avrò bisogno di te?

Ieri ho fatto una cazzata da principiante, mi sono messo a pensare al futuro.

Ma non quello carino e lontano. Quello che si può realizzare sommando il passato ed il presente. E non è stato molto piacevole. Forse perché era il mio primo Primo Maggio in cinque anni dove non lavoravo, ché mi lamentavo sempre di sta cosa, dicevo a tutti “beati voi che oggi non fate un cazzo” e invece ieri era così strano. Allora ho capito che un tempo, il futuro, sembrava molto più allettante. Che io ci speravo davvero nei professori robot della classe 1999, giusto per vedere come mi avrebbero ucciso. Che per un breve periodo di tempo, tutto quello che i computer avevano da dirmi passava attraverso le parole sintetiche recitate dal grillo parlante. AIUOLA. Che se i viaggi nel tempo li avessero inventati davvero e qualcuno dal futuro si sbattesse per venire qua ad avvisarci di cosa ci aspetta, probabilmente una volta me lo sarei immaginato vestito d’argento a parlare di raggi cosmici, ora ho paura che si metta a parlarmi di scie chimiche. E anche le promesse, quelle fatte, che dovrebbero costruire le fondamenta dei progetti futuri, sono belle che vacillanti. Tutte le “domani smetto di bere” affossate in un altro bicchiere, le campagne elettorali per fare colpo su una ragazza finite con banali dimissioni missionarie, i “mi iscrivo in palestra, piscina, università” andati a vuoto. E mi piacerebbe dare la colpa al governo ma tanto alla fine è più colpa mia e del mio regime, mentale e alimentare, basato sul nutrirmi di sogni e pensieri inamovibili come panni stesi in una galleria del vento. Se dico che io ci speravo davvero che dagli insetti dentro l’ambra ci riuscivano a tirare fuori i dinosauri, sembro scemo? No perché l’idea successiva era di farmi caramellare anche io dentro un ciondolo e aspettare che qualche genetista futuro si prendesse la responsabilità di risvegliarmi quando le cose sarebbero migliorate. Chi glielo dice a Marty McFly che siamo ancora dietro ad autobus in ritardo senza poterli superare con skateboard galleggianti? Io no. Unica cosa, quando si prospettava il controllo delle macchine sulla mente umana io me lo immaginavo molto più scenografico, con tubi che ci entravano nel cervello e cavi che fuoriuscivano dalle pupille, non una serie di teste inclinate a fissare microschermi di smartphone costretti ad aggiornare status ogni 15 secondi altrimenti i contatti sociali muoiono al pari di tamagotchi. Io volevo gli impianti bionici per non provare dolore, non il cibo biologico senza sapore. Quindi, alla fine, non è che sia incazzato. È che una volta, il futuro, sembrava molto più allettante. Ora vorrei guardarlo senza dover pensare che, quando arriverà, probabilmente il mio contratto a progetto sarà già scaduto.

Mio padre e il nostro passato di frequentazioni pizzaiole uxoricide.

- allora pucciolotto, dove mi consigli di andare a mangiare la pizza stasera?
- a nisciuna part, fann tutt schif é pizzerie cà a Bolzano.
- ma come? anche quella vicino casa tua?
- aaaaah ch’ella fa cchiù schif e tutt!
- e da zio Alfonso? lui è napoletano, la pizza la sa fare….
- no no, pure lui, lass sta, uno chiù schif e n’at, me l’ha detto il mio amico pizzaiolo, Rafèl, t’arricord e Rafèl?
- veramente no.
- e jaaaa, andavamo sempre a mangiare la pizza da lui quann eri piccirill!
- non ricordo…
- teneva i capelli ricci!
- ma non lo so, se ero piccolo piccolo boh…
- uffa, jamm bell, chill c’aveva accoltellato la moglie!
- aspetta… cosa?
- si, vabbuò, ma mica l’aveva accisa…
- e tu lo sapevi?
- comm no! stev scritto a tutt part!
- e mi portavi lo stesso a mangiare la pizza da lui?
- eeeeh, ma a pizza a faceva bbona o’veramente!

non sto dicendo che si dovrebbe fare sesso, sto dicendo che non si dovrebbe fare altro.

lo specchio in bagno, il luogo prediletto dove mettere a punto antiche tecniche di seduzione quali: lo sguardo ammiccante, il sorriso istigatore e il sempre vincente elicottero.

C’è sempre, nei branchi di animali, quello che si accorge del pericolo per primo. Nelle marmotte è quella eretta che avvisa i suoi simili tramite fischi, spingendoli a nascondersi nelle loro tane. Negli gnu, è una sentinella sacrificale che solitaria si abbevera al fiume, poco prima di venire assalita da un coccodrillo nascosto ed evitare la morte agli altri. Negli umani invece, è quello che la domenica mattina si sveglia senza motivo alcuno alle 7:11 quando potrebbe dormire fino a tardi ma no, l’orologio biologico è un carnivoro assetato di rabbia impostato da un dio muratore che vuole costringerti ad assaporare la magnificenza del suo creato lasciandoti ore a rimirare un soffitto bianco che, a parer suo, sarebbe ora di ridipingere.

solo per distrarvi dalle sofferenze, ora avete un male peggiore a cui pensare.

solo per distrarvi dalle sofferenze, ora avete un male peggiore a cui pensare.