ci sono dei momenti in cui penso di aver ritrovato fede nei confronti dell’umanità e poi ecco uno con la suoneria del fischio quando gli arriva un messaggio.

può anche essere che il destino unisca due persone con il solo scopo ultimo di costringerle a fingere di ignorarsi reciprocamente per il resto della vita, e in tal caso vai un po’ a fanculo.

Ricordo che la paura più grande era quando arrivavamo in una stazione abbastanza grande da permettere al treno di fermarsi più di qualche minuto. Mio padre lavora per le ferrovie quindi è sempre stato intriso di quella consapevolezza che solo i dipendenti delle FS possono avere. Quella che se il treno parte tra 7 minuti allora vuol dire che posso scendere dalla carrozza e stare 6 minuti e 59 secondi in giro senza meta lontano dai miei figli. Scendeva dicendo che sarebbe tornato subito il che per me equivaleva ad organizzare in pochi istanti la mia vita e quella di mio fratello oramai già orfani e in una città sconosciuta. Pensavo a dove sarei andato a lavorare, come mi sarei occupato dell’istruzione di mio fratello, dove saremmo andati a vivere, come raccontare la storia della scomparsa di nostro padre al proprietario della casa che avrei dovuto prendere in affitto. Sarei stato il ragazzo venuto dal nulla, cresciuto da solo, con gli occhi intrisi di quella speranza tipica degli anni 90, quella ereditata da ore e ore di cartoni di orfani giapponesi. La speranza che un giorno, nell’ultima puntata, mio padre sarebbe tornato e avrebbe visto che in tutti quegli anni avevo svolto un ottimo lavoro. Non capisco perché i genitori facciano così, perché mio padre mi abbia sempre lasciato libero di viaggiare con sta stronza di mia immaginazione apocalittica solo per prendere un po’ d’aria. Poi ho compreso. Lo ha fatto per me. Per farmi diventare forte e consapevole dei miei mezzi. Per aiutarmi a comprendere che anche dopo una perdita puoi sempre rincominciare e farcela ed emergere. Per questo, ma soprattutto perché ad ogni stazione doveva scendere a consegnare la droga.
Uno deve pur arrotondare eh.

Che magari vorrebbero gli applausi.

Un tempo si aspettava tornassero, ti invitavano a vedere le diapositive, “no guarda mi spiace ma venerdì sera ho un impegno, apro ai testimoni di Geova” e te la cavavi così. Oggi è più difficile riuscire a scansare l’invidia da ferie altrui. Con tutte queste piattaforme sulle quali caricare le foto della spiaggetta dove non c’è nessuno, il ristorantino in riva al mare che si mangia bene, la faccia buffa da troppo sole e il broncio da ritorno a casa. Di buono però c’è che grazie all’aumento spropositato di informazioni è diventato più facile del 70% il successo nell’invio delle maledizioni. E quindi è più piacevole riguardare la foto della spiaggetta dove non c’era nessuno e meno male perché ho avuto un attacco di mal di pancia terribile dietro a quel cespuglio, oppure del ristorantino in riva al mare dove si mangia bene ma gli scampi evidentemente erano scaduti perché non ti racconto la nottata che ho passato o la faccia buffa da troppo sole che si è rivelata un’ustione di terzo grado e il broncio da ritorno a casa perché mentre eravamo via ci sono entrati i ladri dentro e non hanno preso nulla ma hanno fatto un casino nel bagno che a confronto la spiaggetta può essere considerata ancora agibile dietro a quel cespuglio.
No ma andate pure in ferie che mi fa piacere sapere di movimentare un po’ il relax altrui.

sono per una settimana da solo in ufficio, e siamo solo a lunedì.

- oh oh! sei felice di vedermi oppure hai un rotolo di monetine in tasca?
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- veramente ne avrei tre…image
- …povero sfigato.
- vada per lo sfigato, ma per il povero, insomma, sono 125 euro, sai quante goleador ci riesco a comprare?

se un lunedì parte con pioggia, incapacità di uscire dal letto e stanchezza sparsa propongo che per legge l’inizio della settimana venga posticipato di una settimana. ché le cose o le fai bene o non ha senso farle alla cazzo di cane.

guardami, con occhi pieni di brama, come fossi l’ultimo essere su questo pianeta, ad avere la password per il wifi.

Idee per film che vorrei veder realizzati.

Il Socializzatore.

Tom non si è mai veramente dato per vinto dopo il fallimento di myspace. Era l’amico di tutti, il tuo primo amico virtuale. Non ti ha dimenticato.
Ci ha provato con facebook ma ha trovato troppe limitazioni, il dover aspettare che uno "accetti" la tua richiesta di amicizia. Stronzate. Eravate già amici prima, non ti ricordi di lui? Del suo sorriso smagliante davanti alla lavagna bianca? Tom non si da per vinto. Lui aspetta. Finché un giorno non arriva la soluzione: tumblr. Apre una pagina ed inizia a seguire tutti. Tutti i tumblr del pianeta. Si barrica in casa, indossando la maglietta bianca dei tempi d’oro e uno dopo l’altro ogni utente di tumblr viene collezionato sulla sua dash, una dash che si ricarica di 100 post nuovi ogni 0’00001 secondi, con tutti i vostri desideri più segreti e confessioni più intime. Finalmente ci è riuscito, finalmente è tornato ad essere amico di tutti e adesso sa anche cosa volete, legge tutto, vi studia, non fallirà di nuovo. Clicca "segui" sull’ultima pagina e un lampo di luce verde esce dallo schermo del suo vecchio pc, lo colpisce in pieno e lo risucchia all’interno della rete. Tom vagherà per sempre nell’internet, uscendo solo per apparire il giorno del tuo compleanno, alla tua festa, perché Tom è tuo amico e lui non si è dimenticato di te. Tu invece, perché ti sei dimenticato di lui?

Finale a sorpresa:
Tom viene sconfitto. Il mondo pensa di essere salvo.
Ricevi un invito ad una chat di gruppo su whatsapp. La apri.
Ci sono milioni di numeri di telefono che non conosci.
Tutti i numeri di telefono di tutti gli utenti whatsapp del mondo.
Amministratore: Tom.
Tom ha cambiato l’oggetto della chat in: pERChé MI stAi EVItandO??!
Tom ha cambiato l’icona della chat:
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E questo ragazzi miei, è l’unico modo sensato di consumare i cetrioli. Se avessimo dovuto usarli per farne insalata, non avremmo inventato il gin.