Nella vita bisogna prepararsi sempre a tutto. Anche al peggio.

- È per questo che ci alleniamo con le armi, alziamo barriere, costruiamo ripari per sopravvivere agli inverni nucleari?
- No, è per questo che buttiamo la pasta alle 8. Per averla già pronta quando ci faremo la frittatina di maccheroni a pranzo.

il mattino ha l’oro in bocca! colato incandescente, giù per la gola, così la finiamo un po’ con le stronzate.

Alla fine siamo andati al lago.

Stamattina le previsioni dicevano pioggia ma il tempo ha retto, fino ad adesso. Mia zia prende il telefono e dice: “Alle 15 inizia a piovere.”
Guardo il cielo. Qualche nuvola, niente di più.
“Ma se sicura? Io non vedo nulla di minaccioso…”
“Come no, sta scritto qua, alle 15 nuvole e pioggia.”
Prendo il mio nella speranza di contraddirla. Il meteo dell’iPhone prevede la stessa cosa. Ore 15, pioggia. Guardo il cielo, manca mezz’ora e splende il sole.
E in un momento faccio un salto indietro nel tempo quando le dinamiche di vita di un villaggio erano dettate dalle visioni dello sciamano.
- Alle 15, verrà da piovere.
- Ma non ci sono nuvole in cielo!
- Le interiora di pesce non mentono, torniamo a casa.
- Ma c’è il sole, io voglio fare il bagno!
- A casa! A casa! A casa!
Cambia il supporto, ma la condizione di affidarsi ad uno stronzo esterno piuttosto che ai propri occhi resta la stessa.
Solo che non puoi installare troppe applicazioni nelle interiora di pesce.

Portando la zia in giro per musei.

- allora ziettina dimmi un po’, ti è piaciuta la camera dei tesori?
- waa tropp bell, tutt’a quelle pietre preziose, a quegli ori, ma la pietra più preziosa era…
- tu! tu sei la mia pietra preziosa!
- statt zitt, scem, allora, no, stev ricenn, la cosa più importante era…
- la cosa più importante è l’amore di Gesù Cristo!
- scem! a cos cchiù bell…
- il sorriso di un bambino!
- Matté ma tu hai dei problemi seri, dai retta a me.
- e pensa che manco tanto alla mamma.

Prendersi cura di qualcuno vuol dire partire dalle cose che si possono rompere facilmente.

La zia è venuta a trovare i nipoti all’estero, così si è creato quel piccolo universo di attenzioni tipico degli affetti familiari. Il primo giorno si è svegliata presto, è andata in cucina e ha preparato la caffettiera per tutti. Il giorno dopo allora ho messo la sveglia 5 minuti prima di lei, per anticiparla e andare io in cucina a fare la colazione. È nata una gara. Ogni mattina ci si sveglia un attimo prima per cercare di essere carini e sorprendere l’altro.
Ho finito per mettere la sveglia alle 5:40 per batterla definitivamente.
Un po’ per eccesso di zelo. Un po’ perché non chiude mai bene la caffettiera e poi tocca a me pulire i fornelli. Soprattutto perché ha il vizio di prendere la mia tazza a forma di balena e zia ok, ti voglio bene e tutto, ma prova ancora a fare colazione usando la mia tazza che ti spezzo le dita come biscotti ammollo nel latte.

era da un po’ che avevo voglia di albicocche e al mercato le ho viste e ho deciso di comprarle anche se ho pensato che probabilmente non sapevano di nulla ed invece a casa mangio una albicocca e porca puttana che buona, chissà da quanto non mangiavo una albicocca, mi ero completamente dimenticato del sapore delle albicocche, che spettacolo che sono le albicocche, ore le mangio tutte perché sono squisite le albicocche ed è passato così tanto tempo dall’ultima volta in cui ho assaggiato albicocche così gustose che tra poco mi commuovo ma non posso piangere per delle albicocche solo perché era da un botto che non avevo a che fare con delle albicocche se no chissà che cazzo faccio la prossima volta che si tromba.

Al posto dei telefoni sarebbe bellissimo se la gente andasse in giro tenendo dei criceti in mano, piccoli, con la medesima costanza, cura e attenzione, fissandoli nel palmo e sorridendogli come sorride alle chat o ai messaggi, schiacciandogli la pancia delicatamente come sfiora lo schermo, ridendo alle loro guanciotte piene. Un mondo di gente che si isola con il proprio criceto in mano. Chissà quanti criceti mi danno in cambio del mio iPhone.

Mi basta sognarti,
ma basta sognarti
e basta.

mi piace non scrivere per un po’ e aspettare che arrivino nuovi lettori lasciando che si crei dell’attesa attorno al mio ritorno tipo “chissà quando scriverà di nuovo… sicuramente sarà epico… la storia di tumblr…” e invece sono all’aeroporto ad aspettare mia zia e c’è un tizio con un cartello che aspetta tale Frau Poppe e niente non sto più cercando mia zia ma sono nascosto per vedere che faccia ha sta Poppe.

adoro le persone dall’entusiamo contagiante del tipo cazzo mettiti una mano davanti quando sorridi non vorrai mica attaccarmi qualcosa.