Le domande esistenziali: “Chi siamo?”, “Dove andiamo?” e “Perché cazzo vi rasate i lati della testa?”.

Ho questa ragazza seduta davanti a me. Una massa di capelli voluminosa, miliardi e miliardi di bulbi attaccati l’uno all’altro da sembrare folta quanto un cincillà, color castano addolcito dal miele tendente al rossastro corteccia viva staccata dall’albero con un coltellino in osso del Passo dello Stelvio.
Ecco che compare il segno distintivo di quest’epoca. Alza la matassa per infilare le cuffiette e sta lì, la rasata al lato.
Il titolo l’avevo scritto mesi fa, quando mi rifiutavo di capire. Poi oggi mi sono tornati in mente vecchi particolari, attraverso fotografie che non vedevo da troppo tempo e mai avrei dovuto rivedere.
È inutile criticare questa moda contemporanea quando in un cassetto a casa di tua madre nascondi delle testimonianze che ti ritraggono nei primi anni 90 con un codino lungo più di venti centimetri a penzolarti dalla nuca fin dietro la schiena. Noi avevamo quello. Avevamo Baggio che ci insegnava lo stile. Quindi dall’alto di cosa uno si può permettere di sentirsi disturbato?
Passeranno gli anni, come sono passati per me, e in un futuro non molto lontano guarderanno fotografie digitali con la stessa reazione che ho avuto io guardando le mie.
1. Ma come cazzo andavo in giro?
2. Ma non mi vergognavo?
3. Ma perché i miei genitori non mi hanno fermato?
Finirà così, chiudendo l’album oppure cancellando la cartella.
Non cambierà nulla, proveremo lo stesso tipo di vergogna.
Solo una cosa è differente.
Io, quando ho deciso di smetterla col codino, l’ho tagliato e messo nella smemoranda dell’anno scolastico in corso, come monito per il me stesso futuro, a non ripetere gli errori del passato. Ogni tanto, dalla scatola in cantina nella quale è contenuto, lo puoi sentire ancora distintamente urlare “Vai avanti! Non ti voltare! Non tornare mai indietro!”
E seguirò il tuo consiglio, amico mio.
Mi dispiace solo per la ragazza con i lati rasati perché questo continuo tagliare e tagliare non le farà conservare nulla.
Come puoi vivere una vita normale senza avere un pezzo di te in una scatola nascosta in cantina?
Per ricordarsi di essere migliori ma soprattutto, quando un giorno starò per morire, per dire agli scienziati “Clonatemi da qui, colui che ne nascerà avrà già sofferto tanto e pagato per i suoi errori”.

le cose sono due: o mio fratello ha preso il telefono di mia madre oppure gli asparagi sono un buon pretesto per rivelare sconcertanti verità al proprio figlio.

le cose sono due: o mio fratello ha preso il telefono di mia madre oppure gli asparagi sono un buon pretesto per rivelare sconcertanti verità al proprio figlio.

la cosa bella del credere perdutamente nel destino è quel sapore di vittoria quando lo fotti e fai come cazzo ti pare.

ultimamente ho così tanto sonno che è diventato davvero difficile restare sveglio tutta la notte a pensarti.

se ingrandite si vede pure che non sono capace di fare il nodo alla cravatta.

se ingrandite si vede pure che non sono capace di fare il nodo alla cravatta.

- Appena arrivato in questa città ho frequentato un corso di lingua e in classe avevo una compagna che veniva dalla Cina, era davvero molto simpatica e si era creato un bel rapporto tra di noi, l’ultimo giorno di lezione lei si ammalò e rimase a casa così ci siamo persi senza riuscire nemmeno a salutarci. È una delle cose che più rimpiango e ancora oggi mi sembra di vederla ovunque.
- Wow, ci dovevi tenere davvero molto!
- No, un mio limite è che proprio non riesco a distinguere gli asiatici tra di loro.

La mia collega è un’adorabile signora che ha superato la cinquantina e possiede una di quelle risate così calde che vien voglia di farla ridere sempre e allora mi barcameno come posso facendo battute in tedesco solo per scaturire la sua bella risata e lei ride e ride e riempie la stanza di colori. Poi arrivano i clienti e lei ride ancora, ride per ogni cosa. Il cliente fa una battuta di merda e lei ride, il capo entra e dice una cosa normalissima e lei ride, al telefono un cinese le chiede informazioni e lei ride così tanto che adesso mi sta sul cazzo e le racconto solo fatti di cronaca tragici o storie dove muoiono tutti o di maltrattamenti sugli animali e lei ride ancora. La mia collega probabilmente è una serial killer e io un po’ di paura inizio ad averla.

ho un libro che spiega l’interpretazione dei sogni e migliaia di mal di pancia che non mi hanno insegnato un cazzo su quella dei silenzi.

COLORO I QUALI.

COLORO I QUALI.

bisogna imparare ad ottimizzare i tempi, spalmare la marmellata sul pane mentre la caffettiera è sul fuoco, lavarsi i denti sotto la doccia, sistemare giacca e capelli riflessi nello specchio dell’ascensore, odiarti quando mi riesce di non pensare che preferirei investire tutto questo tempo guadagnato a letto con te.